BIOGRAFIE
PRESENTAZIONE

AFINIDAD

David Binney

David Binney, nato nel 1961 a Miami e cresciuto nella California meridionale, è considerato uno dei più originali e competenti sassofonisti della sua generazione. Trasferitosi a New York all'età di diciannove anni, ha studiato con Phil Woods, Dave Liebman e George Coleman, iniziando presto a suonare nei jazz clubs. Nel 1989 ha ricevuto dal National Endowment for the Arts una sovvenzione per incidere il suo primo disco, "Point Game", pubblicato dall'etichetta francese Owl Records, con la partecipazione di Marvin "Smitty" Smith, Edward Simon, Adam Rogers e Lonnie Plaxico. Caratterizzato da un sound e un approccio originale e innovativo, Binney è divenuto una presenza costante della scena musicale di New York, sia alla testa dei propri progetti sia con collaborazione eclettiche che vanno da Medeski, Martin & Wood e Uri Caine, nel Bach Project e nel Mahler Project, sino ad Aretha Franklin, accanto alla quale si è esibito alla Carnegie Hall, e Maceo Parker, oltre che con le big bands di Gil Evans e Maria Schneider, con Jim Hall, Bobby Previte e il quintetto di Cecil McBee. Con la propria etichetta discografica, la Mithology, fondata nel 1998, Binney ha prodotto tutti i propri dischi e due lavori del gruppo Lost Tribe, di cui è stato co-fondatore, pubblicando come leader o co-leader una dozzina di CD.

Discografia selezionata:
Bastion of Sanity – Criss Cross Records, 2005: con Chris Potter, Jacob Sacks, Dan Weiss, Thomas Morgan
Fiestas de Agosto – Red Records, 2005: w/Edward Simon
Welcome to Life - Mythology Records, 2004: con Chris Potter, Craig Taborn, Brian Blade, Scott Colley, Adam Rogers
Balance - ACT Records, 2002: con Wayne Krantz, Uri Caine, Tim Lefebvre, Fima Ephron, Donny McCaslin, Adam Rogers, Jim Black
South - ACT Records, 2001: con Chris Potter, Uri Caine, Brian Blade, Scott Colley, Adam Rogers,
A Small Madness - Auand Records, 2003: w/Jeff Hirshfield
Afinidad - Red Records, 2001: con Edward Simon, Brian Blade, Scott Colley, Adam Rogers, Lucia Pulido
Lan Xang, Lan Xang - Mythology Records, 1998: con Scott Colley, Donny McCaslin, Jeff Hirshfield
Free to Dream - Mythology Records, 1998: con Jeff Hirshfield, Edward Simon, Kenny Wollesen, Scott Colley, Adam Rogers, Donny McCaslin and others
Lan Xang, Hidden Gardens – Naxos Records, 2000
The Luxury of Guessing - Audioquest Records, 1995: con Jeff Hirshfield, Scott Colley, Uri Caine, Ben Monder, Donny McCaslin
Point Game - Owl Records/Mesa-Bluemoon Records, 1991: con Marvin "Smitty" Smith, Edward Simon, Lonnie Plaxico, Adam Rogers

Collaborazioni:
Jim Hall Quartet
Uri Caine: Mahler Project
Uri Caine: Bach Project
Lost Tribe w/Adam Rogers, Ben Perowsky, Fima Ephron
Global Theory w/James Genus, Dave Gilmore, Uri Caine,
Rodney Holmes
Marvin "Smitty" Smith Electric Band
Wayne Krantz Band
Joel Harrison: Free Country
Kenny Wollesen: "The Wollesens"
Steve Bernstein: Sex Mob w/John Medeski
Gil Evans Orchestra
Maria Schneider Orchestra
Lan Xang w/ Donny McCaslin, Kenny Wollesen, Scott Colley
Drew Gress: Jagged Sky w/Kenny Wollesen, Ben Monder
Bobby Previte: Horse
Edward Simon Group
Cecil Mcbee Band
Eumir Deodato Band


Edward Simon

Edward Simon, pianista e compositore, è nato nel 1969 a Cardòn, una cittadina costiera del Venezuela, e insieme ai suoi due fratelli si è avvicinato alla musica sin dall'infanzia sotto la spinta del padre, cantante e chitarrista. A dodici anni inizia a interessarsi al jazz dopo aver visto un video di un concerto alla Casa Bianca di Chick Corea con Dizzy Gillespie e Stan Getz. Successivamente il padre decide di mandarlo a studiare negli USA, e Simon si trasferisce a Filadelfia, dove si accosta alla musica classica sotto la guida della concertista Susan Starr presso la University of the Arts, dalla quale aveva ricevuto una borsa di studio. Provenendo da un'esperienza musicale come autodidatta questa nuova dimensione dell'apprendimento viene da Simon considerata come una nuova eccitante sfida, così come tale del resto si è a lui presentata nel suo insieme l'esperienza di trovarsi all'improvviso da solo in una dimensione urbana statunitense, così diversa dal proprio ambiente originario. Per sconfiggere la solitudine e lo spaesamento Simon si è immerso nello studio strumentale e nella scoperta delle grandi influenze del piano jazz: inizialmente Bill Evans, quindi Hancock, Monk e Bud Powell. Nel 1988 inizia a suonare regolarmente nel trio del contrabbassista Charles Fambrough, un'impegno regolare che gli consente di maturare esperienza e ottenere visibilità, venendo in seguito scritturato da Greg Osby, Kevin Eubanks, e Bobby Watson, nel cui gruppo Horizon resterà per cinque anni, inframmezzati da periodi con musicisti di Latin Jazz del calibro di Jerry Gonzales, Herbie Mann, e Paquito D’Rivera, e incisioni con Victor Lewis, Claudio Roditi, Carl Allen e Terell Stafford. Nel 1993 è uno dei finalisti del concorso di piano jazz del Thelonious Monk Institute of Jazz. Nel 1994 entra a far parte del gruppo di Terence Blanchard. Nel 1997 registra con il gruppo di Mark Turner il cd “Mark Turner” e successivamente prende parte a lavori discografici di John Patitucci, David Binney, Fima Ephron e Adam Rogers. Il disco “North & South”, realizzato nel 2003 con Luciana Souza, riceve una nomination ai Grammy Awards come miglior disco di jazz vocale. Simon ha inoltre inciso numerosi dischi come leader di propri gruppi cui hanno preso parte tra gli altri Mark Turner, John Patitucci, Brian Blade, Avishai Cohen, Adam Cruz, David Binney. Il suo secondo lavoro discografico da leader, intitolato “Edward Simon”, e successivamente il suo “Simplicitas” sono entrambi stati inclusi dal New York Times, rispettivamente nel 1995 e nel 2005, tra i migliori dieci dischi di jazz di quell'anno. Attivo anche come compositore, nel 1995 Simon ha ricevuto la sua prima commissione e ha composto un lavoro intitolato "Rumba Neurotica" per il Relage Ensemble. Ha inoltre ricevuto dalla Chamber Music America il premio New Works: Creation and Presentation per comporre la “Venezuelan Suite”, e nel 2005 ha ricevuto una sovvenzione dal Pennsylvania Council on the Arts. Insegna presso la New School for Jazz & Contemporary Music di New York.


Scott Colley

Nato nel 1963 a Los Angeles, Scott Colley ha iniziato a studiare il contrabbasso all’età di undici anni. A tredici anni studia con Monty Budwig, uno dei contrabbassisti jazz storici della West Coast, e inizia a esercitarsi coi dischi di Paul Chambers e Charles Mingus. Dopo qualche anno in cui tra l’altro ha modo di suonare in duo con Jimmy Rowles, nel 1984 Colley riceve una borsa di studio per frequentare il California Institute for the Arts, e inizia anche a studiare privatamente con Charlie Haden e Fred Tinsley, strumentisti della Los Angeles Philharmonic. Nel 1986 inizia a compiere tournée e a incidere con Carmen McRae, con la quale collaborerà fino al 1990. Laureatosi nel 1988 si trasferisce dopo poco a New York, iniziando a collaborare con Dizzy Gillespie, Clifford Jordan, Roy Hargrove e Art Farmer. Gli anni ’90 sono il decennio in cui Scott Colley si afferma come uno dei bassisti principali della scena di New York. Dal 1991 al 1995, si esibisce e incide con i gruppi di John Scofield, James Newton, Joe Henderson, Billy Hart, Mike Stern e Phil Woods. Dal 1996 al 1998 effettua tours con un gruppo comprendente Joe Lovano, Jim Hall e Yoron Israel, e con una band cui prendono parte Toots Thielemans, Bobby Hutcherson, Billy Hart e Kenny Werner. Compie diversi tours europei con la band Lost Tribe, suona in trio con Ravi Coltrane e Al Foster, e in trio e duo con Jim Hall. Fa inoltre parte dei quartetti di Chris Potter, Renee Rosnes e Bob Berg e suona lungamente con il sestetto Another Point of Departure di Andrew Hill. Negli ultimi anni Scott Colley ha suonato con il trio di Herbie Hancock, completato da Teri Lynne Carrington, esteso a quartetto con la partecipazione di Gary Thomas o di Bobby Hutcherson, effettuando tournée in tutto il mondo. Sempre di recente tra le sue collaborazioni spiccano quelle con un trio comprendente Jim Hall e Lewis Nash, e nuovamente con Chris Potter, testimoniata dall’album “Live at the Village Vanguard”, uscito per la Verve. Scott Colley suona e incide anche col proprio quartetto, che comprende Jason Moran al piano, Ralph Alessi alla tromba e Bill Stewart alla batteria. Colley nel 2002 si è anche affermato al primo posto come “Talent Deserving of Wider Recognition” nel referendum dei critici di Down Beat, e nel 2003 ha ricevuto una nomination ai “Jazz Journalist Association Awards”. Musicista dallo stile caratterizzato da un grande vigore, Colley è in possesso di una formidabile cavata che conferisce alle sue linee uno swing inesorabile e dinamico, e di una spiccata sensibilità armonica che gli consente di prodursi in assoli di grande acume e efficacia. Queste sue doti lo hanno portato nel giro di qualche anno e divenire uno dei bassisti più richiesti della scena USA, incidendo finora oltre 90 albums. Otre a quelle già citate spiccano le sue collaborazioni con Mike Stern, Pat Metheny, Michael Brecker, Greg Osby, Joachim Kuhn, Edward Simon, Bill Stewart, Brian Blade e Roy Haynes.


Antonio Sanchez

Antonio Sanchez è nato a Città del Messico nel 1971. All'età di cinque anni scopre la sua attrazione per la batteria, e dopo qualche anno di studi privati inizia a suonare in vari stili musicali, rock, jazz, latin e fusion, con diversi gruppi attivi sulla scena musicale della propria città. All'età di diciassette anni si iscrive al Conservatorio Nazionale di Città del Messico, studiando per diplomarsi in pianoforte classico e composizione. Parallelamente segue corsi di armonia, contrappunto, arrangiamento, coro e composizione, senza per questo tralasciare lo studio della batteria. Nel 1992, dopo quattro anni e mezzo presso il conservatorio, ottiene una borsa di studio per frequentare il Berklee College of Music di Boston, dove ha modo di studiare tra gli altri con Kenwood Dennard, Casey Scheurell, Victor Mendoza, John Ramsay, Ed Uribe, Hal Crook e Bill Pierce, nonché di suonare con Gary Burton, Mick Goodrick e Danilo Perez. Diplomatosi con lode ottiene una borsa di studio per un Master in Improvvisazione presso il New England Conservatory di Boston, dove studia tra gli altri con George Garzone e Danilo Perez. Dopo qualche mese viene scritturato dalla United Nation Orchestra diretta da Paquito D'Rivera, con la quale effettua un lungo tour in tutto il mondo, entrando in seguito a far parte del trio di Danilo Perez, con il quale effettua per due anni una lunga serie di tours e incide il cd "Motherland", che riceve una nomination ai Grammy Awards. Durante un concerto che presentava nella stessa serata un doppio programma comprendente il trio di Danilo Perez e quello di Pat Metheny, viene notato dal chitarrista che qualche mese dopo lo invita a far parte del proprio gruppo. Con il Pat Metheny Group Sanchez ha inciso "Speaking of Now", vincitore nel 2003 di un Grammy Award, e "The Way Up" nel 2005. Oltre al Pat Metheny Group, Antonio Sanchez è anche un componente del trio acustico del chitarrista, insieme a Christian McBride. Sanchez ha inoltre collaborato con Michael Brecker, con cui ha inciso il cd "Wide Angles", vincitore di un Grammy Award nel 2004, con David Sanchez, con cui ha inciso "Melaza" e "Travesia" che hanno entrambi ottenuto una nomination ai Grammy Awards, e ancora, tra gli altri, con Charlie Haden, John Patitucci, Chris Potter, Avishai Cohen, Marcus Robert, Dave Samuels, Claudia Acuña e Luciana Souza. Ha tenuto seminari e masterclasses in tutto il mondo, ed è stato artista ospite presso il Musician's Institute di Los Angeles, il Berklee College of Music e il Drummer's Collective di New York. Ha inoltre ricevuto numerosi premi e borse di studio tra tra cui il Buddy Rich Memorial Scholarship, lo Zildjian Award, il Boston Jazz Society Scholarship Achievement Award e il Berklee's Most Outstanding Performer Award.
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