BIOGRAFIE PRESENTAZIONE

SANGHA

Un quartetto ormai stabile, aperto a brillanti idee e molteplici influenze contemporanee ma con forti radici nella storia del jazz. Questa in breve la sintesi della scintillante formazione, autentico summit di alcuni tra i più talentosi musicisti newyorkesi della penultima generazione, che ha imperniato il suo energico stile sulla naturale libertà di linguaggio e l’urgenza espressiva proprie della migliore scena statunitense. I quattro sono musicisti affini e da sempre si ritrovano a suonare insieme in diversi contesti. Quanto ai leaders, basti ad esempio soffermarsi sul suono, sul fraseggio, sulle innovative idee di un solista di razza come Seamus Blake, maturato alla corte di John Scofield e di Dave Douglas, o sul meraviglioso e imprevedibile tocco pianistico di Kevin Hays, già pianista di Benny Golson, Sonny Rollins, Joe Henderson, Roy Haynes e Chris Potter che sfrutta, come del resto fa anche Blake al sax, tutte le potenzialità timbriche e armoniche dello strumento, non rinunciando a sperimentare sul piano acustico sonorità elettriche e rivalutando l’uso del Fender Rodhes. Completano l’organico la straordinaria ritmica composta da Stan Smith, eccellente contrabbassista che ha suonato tra gli altri con Gerry Mulligan, Lee Konitz, Bill Mays e Diane Schuur, e da Bill Stewart, autentico pilastro del drumming moderno, collaboratore tra gli altri di John Scofield e Pat Metheny, musicista di ampie vedute e di grandissimo rigore artistico, che sulla linea dei suoi principali ispiratori, Frankie Dunlop e Tony Williams, si è già riservato un posto nella storia del batterismo jazz e non solo.
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